Festeggiamo gli 80 anni del bikini. Ecco la sua storia dalle origini a oggi

 

Il bikini, la storia del costume a due pezzi che ha rivoluzionato il nostro modo di vivere l'estate.





Bikini, la storia del costume a due pezzi che ha cambiato la moda Beachwear nel segno della libertà

Lo indossiamo da ottant’anni, ci ha accompagnato durante le nostre estati più belle e non possiamo farne a meno. Il bikini, per come lo conosciamo oggi, è il costume più versatile di sempre, e la sua storia segue una linea del tempo antichissima che risale a più di tremila anni fa. Sì, perché già in epoca greca e romana, sotto il nome di subligaculum strophium, compariva su affreschi e oggetti di culto, prima di diventarlo lui stesso. Sdoganato dalle dive hollywoodiane degli anni Cinquanta e Sessanta, come Sophia Loren e Brigitte Bardot, il due pezzi non è soltanto un costume da bagno, ma un simbolo di liberazione e riappropriazione del corpo.

Tutto ha inizio il 5 luglio 1946, quando, durante un concorso di bellezza a Parigi, un couturier francese, considerato un po’ sopra le righe, presenta in passerella un costume spezzato in grado di lasciare scoperto l’addome, ombelico compreso. Il suo nome è Louis Réard, un ex ingegnere automobilistico che, anziché proseguire la sua carriera tra i motori, decide di rilevare l’attività di sua madre, dedicata alla lingerie. Ispirato dallo stile delle spiagge di Saint-Tropez, dove giovani donne tentavano di arrotolarsi sempre più il costume da bagno per aumentare la superficie di pelle abbronzata, ha un’intuizione geniale. Chiede a delle indossatrici di vestire il primo bikini della storia, ma nessuna trova il coraggio di portare un indumento così audace per l’epoca. Solo Micheline Bernardini, una danzatrice del Casinò di Parigi, accetta l’incredibile sfida e sfila nella piscina Molitor, mostrando una nuova possibilità di look. Il modello si componeva di uno slip sottile e due triangolini, con un pattern anch’esso memorabile: Louis Réard sceglie un tessuto stampato che riprendeva le prime pagine dei giornali, come a suggerire l’arrivo di un’innovazione destinata a far parlare le maggiori riviste di moda.

Da dove viene la parola bikini?

Anche il termine “bikini” riflette il profondo desiderio del suo creatore di far esplodere, letteralmente, un indumento nella quotidianità delle persone. La parola deriva, infatti, dall’atollo di Bikini, una municipalità delle Isole Marshall, dove proprio negli anni Quaranta, durante la Seconda Guerra Mondiale, si conducevano i primi esperimenti nucleari. Louis Réard era convinto che l’uscita del due pezzi sul mercato avrebbe dato vita a una vera e propria rivoluzione. In fondo, non aveva poi così torto.

Il bikini nella storia del cinema: tutte le volte che il due pezzi è stato protagonista sul grande schermo

Da quel momento, piano piano lo indossarono tutte. Nonostante la forte condanna della Chiesa Cattolica sullo striminzito costume a due pezzi, il bikini conquistò la scena mediatica del grande schermo, influenzando la moda contemporanea. A cominciare dal film E Dio creò la donna (1956), diretto da Roger Vadim, in cui Brigitte Bardot, indossando un bikini, si rilassa proprio sulla spiaggia di Saint-Tropez, consacrando il costume spezzato a oggetto di culto.

Anche il James Bond del 1962, interpretato da Sean Connery, incontra una bikini girl: l’attrice Ursula Andress, in una scena di Agente 007 – Licenza di uccidere (Dr. No, titolo originale), indossa un elegantissimo due pezzi bianco con tanto di cintura in vita per portare la pistola. Indimenticabile è poi la trasposizione di Stanley Kubrick di Lolita (1962), interpretata dalla giovanissima Sue Lyon che, nella sua innocenza, porta il bikini sull’Olimpo della sensualità.

Qualche anno più tardi, nel 1967, è Sharon Tate, in Piano, piano non t’agitare!, a indossare un costume da bagno spezzato dalla nuance nude, quasi anticipando le tendenze degli anni Novanta.

Arrivando ai tempi nostri, celebre è la scena dove le quattro protagoniste protagoniste di Spring Breakers (2013), Harmony Korine, Selena Gomez, Vanessa Hudgens, Ashley Benson e Rachel Korine indossano bikini dai colori neon.

Simbolo di una femminilità audace, il bikini non è mai stato solo un costume da bagno ma qualcosa capace di raccontare una storia in trasformazione. Dal suo debutto a metà Novecento fino alle passerelle e ai set cinematografici più recenti, il due pezzi esprime uno stile in continua evoluzione confermandosi come capo essenziale per le vacanze. Che lo si indossi al mare, in piscina o come top da abbinare a un look estivo, il bikini di oggi può essere indossato da chiunque, passando da segno d'emancipazione femminile a racconto di libertà e inclusione.

Fonte: https://www.vogue.it/




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